Cellulite batterica

La cellulite batterica (da non confondere con il noto e diffuso problema estetico) si presenta con dolore, tumefazione e arrossamento cutaneo (la caratteristica ‘pelle d’arancia’). L’infezione si innesca quando uno specifico agente patogeno infiltra nell’organismo attraverso una lesione sulla pelle, spesso di trascurabile dimensione, ad esempio conseguente un trauma, ulcerazioni, precedenti infezioni dermatologiche o scarse difese immunitarie. Il dolore manifestato e correlato all’infezioneappare sproporzionato all’entità della lesione cutanea. Può anche insorgere febbre e – se non trattata – può avviarsi una necrosi tossica dei tessuti, con un aggravamento della situazione assai repentino e assolutamente da non trascurare.1

Trattandosi di una classica infezione batterica, la terapia di elezione è antibiotica e dipende dal tipo di batterio che ha causato l’infezione.

Cellulite batterica: quali batteri?

In genere i batteri che più frequentemente danno questo genere di infezione sono:

  • Streptococcus Pyogenes
  • Staphilococcus aureus1,2
  • Haemophilus Influenzae (nei bambini piccoli)1

Cellulite batterica: le differenze con Erispela

Per erispela si intende una infezione batterica che determina manifestazioni cliniche del tutto simili a quelle della cellulite batterica ma che sono limitate agli strati superiori del derma. Per questo è considerata meno pericolosa della cellulite batterica, correlata a minori rischi di una migrazione dei agenti patogeni per via sistemica attraverso il torrente sanguigno, e più facilmente curabile con una terapia antibiotica tempestiva. L’erispela è più frequente nei bambini, giovani adulti e negli anziani. Non è semplice distinguere l’erispela dalla cellulite batterica a una semplice valutazione clinica, e i due disturbi sono spesso confusi.1

La terapia antibiotica

Nella cura della cellulite batterica si utilizzano prevalentemente le penicilline per via orale o parenterale, a seconda della gravità della situazione. In genere il trattamento ha una durata di una settimana – come minimo – e i segni di miglioramento dovrebbero comparire entro le prime 48 ore dall’inizio della terapia. Qualora si sospetti un’eziologia stafilococcica è suggerito l’utilizzo di amoxicillina/acido clavulanico o di penicilline semisintetiche resistenti alle penicillinasi e cefalosporine di prima generazione.2

Cellulite orbitaria

Quando il processo infettivo si insedia nei tessuti molli che circondano l’occhio, si parla di congiuntivite orbitaria o periorbitaria. Si tratta di una problematica che talvolta riconosce una causa scatenante piuttosto banale, come una lieve ferita, un corpo estraneo o una puntura di insetto. Non per questo, però, è giustificato trascurarla, anche perché in molti casi intervengono microrganismi patogeni quali del tipo Staphylococcus aureus, Haemophilus influenzae e batteri anaerobi. Un caso particolare può giungere dalla complicanza della rinosinusite batterica. In questo caso l’infezione è per lo più sostenuta da Streptococcus pneumoniae.

Gli antibiotici ad ampio spettro che coprono sia le infezioni da Streptococco che da Stafilococco sono le più indicate per l’eradicazione del batterio responsabile, e clinicamente dovrebbe esserci un miglioramento sensibile già dopo 24/48 ore dall’inizio del trattamento, che va protratto poi per il periodo indicato dal curante. Non c’è, invece, una indicazione specifica per un trattamento endovenoso, parenterale o per bocca.3

Bibliografia

  1. Stevens D.L., Bisno A.L., Chambers H.F., et al. Practice guidelines for the diagnosis and management of skin and soft-tissue infections. Clin. Infect. Dis. 41, 1373-1406, 2005 http://cid.oxfordjournals.org/content/41/10/1373.full
  2. Esposito S., Noviello S., Leone S. Skin and soft tissue infections: current therapeutic options. Infez. Med. 16, 65-73, 2008. http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/18622145
  3. R Sadovsky, Distinguishing Periorbital from Orbital Cellulitis, Am Fam Physician. 2003 Mar 15;;67(6):1349-1353 http://www.aafp.org/afp/2003/0315/p1349a.html

Campagna informativa realizzata da GlaxoSmithKline S.p.A. Il presente materiale non è promozionale di prodotto, non rivendica né esplicita caratteristiche terapeutiche di farmaci di GSK e come tale non ricade nell’ambito di applicazione del D.Lgs. 219/06. Le informazioni riportate non sostituiscono il parere del proprio medico di fiducia al quale ci si deve sempre rivolgere.
Codice ZINC: ITA/ANB/0011/16 Data di realizzazione: Settembre 2016


Filo diretto con l'azienda

Hai domande sui prodotti GSK in ambito antibioticoterapia?

Un Medical Information Scientist è disponibile per rispondere ai tuoi quesiti e sciogliere ogni dubbio.

Fai subito la tua domanda »

Il servizio è attivo dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 18

Codice ZINC: ITA/ANB/0009/17