Polmoniti

L’antibiotico va assunto precocemente

Una tosse insistente, unita a mancanza di fiato, febbre, brividi e dolore al petto sono sintomi che devono far sempre pensare a una polmonite. Gli agenti patogeni che possono provocare la polmonite sono tanti: si va dai virus, ai batteri, alle infezioni di tipo fungino. In caso di infezione batterica, la cura è a base di antibiotici: quanto più essa è tempestiva tanto più rapida è la risoluzione dell’infezione. In questo caso esiste anche un problema di scelta dell’antibiotico adatto, a causa dei problemi di farmacoresistenza.

Polmonite acquisita in comunità e antibiotico terapia

Spesso si parla di polmoniti acquisite in comunità, ovvero le infezioni che si sviluppano al di fuori dell’ambiente ospedaliero e che, di conseguenza, possono maggiormente diffondersi per contagio.1

La polmonite acquisita in comunità è nota anche con il nome di CAP (Community Acquired Pneumonia). La sua incidenza varia tra 1,6 e il 16 pazienti su 1.000, e colpisce con più frequenza gli ultrasessantenni con una o più patologie concomitanti.2 In Italia, in genere, si registra un picco di casi di CAP nei mesi di febbraio e marzo.1

Esistono condizioni che favoriscono la polmonite, come il fumo di sigaretta e l’abuso di alcol. Anche essere sottopeso oppure avere una scarsa igiene dentale possono essere fattori di rischio, così come la presenza di malattie o disturbi cronici tra cui:3

  • patologie respiratorie
  • problemi cardiovascolari
  • malattia di Parkinson
  • epilessia
  • demenza
  • diabete mellito
  • malattia epatica
  • HIV

Se di origine batterica, gli agenti patogeni più frequenti sono:4

  • Streptococcus pneumoniae (il più diffuso)
  • Haemophilus Influenzae
  • Mycoplasma Pneumoniae

Quando il ricovero ospedaliero non è necessario, in genere la terapia è su base empirica, con l’impiego di antibiotici appartenenti alla classe dei beta-lattamici. In ospedale, invece, la scelta ricade maggiormente su terapia antibiotica combinata. La selezione dell’antibiotico più appropriato dipende da un’attenta analisi dei pazienti più a rischio di sviluppare antibiotico-resistenza, un problema attualmente molto diffuso anche in Europa.4 Quanto maggiore è la precocità di intervento tanto minori sono i rischi per il paziente. Anche se tradizionalmente la terapia con antibiotico è raccomandata per 7-14 giorni, recenti studi hanno dimostrato che terapie brevi (3-5 giorni) sono tanto efficaci quanto quelle più durature in termini di successo clinico ed eradicazione batterica.5

Bibliografia

  1. Sessa A, Seminare N, Bettoncelli G, Rossi A. Lo studio Acquarius: dati clinici generali sulle polmoniti acquisite in comunità. Rivista SIMG 2004; 1: 13-16. https://www.simg.it/documenti/rivista/2004/01_2004/4.pdf
  2. Capelastegui A, Espana PP, Bilbao A, Gamazo J, Medel F, Salgado J, Gorostiaga I, Lopez de Goioechea MJ, Gorordo I, Esteban C, Altube L, Quintana JM. Etiology of community-acquired pneumonia in a population-based study: link between etiology and patients characteristics, process-of-care, clinical evolution and outcomes. BMC Infectious Diseases 2012; 12: 134 http://bmcinfectdis.biomedcentral.com/articles/10.1186/1471-2334-12-134
  3. Torres A, Peetermans WE, Viegi G, Blasi F. Risk factors for community-acquired pneumonia in adults in Europe: a lietratture review. Thorax 2013; 68: 1057-1065. http://thorax.bmj.com/content/68/11/1057.full
  4. Torres A, Blasi F, Peetermans WE, Viegi G, Welte T. The aetiology and antibiotic management of community-acquired pneumonia in adults in Europe: a literature review. Eur J Clin Microbiol Infect Dis 2014; 33: 1065-1079. http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC4042014/
  5. Pinzone MR, Cacopardo B, Abbo L, Nunnari G. Duration of antimicrobial therapy in community acquired pneumonia: lessi s more. ScientificWorldJournal 2014; 2014: 759138. http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC3918712/

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