Uso degli antibiotici nei pazienti anziani

I pazienti anziani tollerano bene gli antibiotici? Per loro ci vuole qualche precauzione in più specialmente se sono già in cura per altre malattie, croniche.

Ciò non significa che non si debbano usare, anzi: in molti casi sono assolutamente necessari. È però indispensabile che prestino attenzione ad assumerli in modo corretto, solo su indicazione del medico, per il tempo necessario e alle dosi corrette.

Gli antibiotici hanno contribuito in maniera decisiva ad aumentare l’aspettativa di vita della popolazione. E ad oggi rappresentano un presidio non sostituibile per la salute dei pazienti anziani. Non sarebbe pensabile, infatti, trattare le tante patologie di origine batterica della terza età senza il ricorso agli antibiotici. A maggior ragione considerando che una percentuale non indifferente della popolazione in età avanzata trascorre gran parte della propria vita in strutture di lungodegenza (i grandi anziani, specialmente) o in regime di ricovero ospedaliero. E in queste strutture, è più facile che le infezioni si trasmettano da un individuo ad un altro.

Per contro, non si può trascurare un fatto: i pazienti in età avanzata sono spesso sottoposti a multiterapia farmacologica perché spesso hanno problemi di salute cronici. Quelli tipici sono di coagulazione del sangue, osteoporosi, problemi di pressione sanguigna, problemi neurologici, problemi renali, diabete e altri ancora. Va quindi valutato, prima di ricorrere alla terapia antibiotica, quali siano le possibili interazioni tra i farmaci delle terapie abituali e gli antibiotici stessi, perché alcune di queste interazioni possono potenziare o diminuire gli effetti dei farmaci assunti.

Bisogna inoltre considerare una realtà importante: i pazienti anziani non sempre rispettano la prescrizione del medico con la puntualità necessaria. A volte tendono ad assumere gli antibiotici con molta facilità, al primo accenno di malessere, ritenendo così di poter bloccare una malattia sul nascere, anche se questa non è causata da un batterio. Altre volte sospendono la terapia di propria iniziativa, appena i sintomi scompaiono.

Ci sono però casi in cui viene suggerita – sempre dal medico - una copertura antibiotica anche senza la certezza che la malattia sia causata da un batterio: lo si fa con pazienti molto fragili, che avrebbero difficoltà a sopportare una infezione batterica a causa di problemi di salute preesistenti.1

Il rapporto tra paziente anziano ed antibiotici, quindi, è decisamente complesso e – nella pratica clinica – non può prescindere dal consulto con il medico curante.

Bibliografia

  1. Michele Russo, Loredana Iasimone, Ersilia Ambrosino, Antibiotic therapy in the elderly: features and problems, Infez Med. 2002 Dec;10(4):204- 12. http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/12754426

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